giovedì, 01 gennaio 2009

Riassunto della trama

Il poema narra le vicende dell'eroe Beowulf, figlio di Ecgpeow e vassallo di Hygelac.
All'inizio, Beowulf viene dal mare in aiuto a Hrodgar -o meglio Dio lo invia in soccorso del sovrano- con quattordici compagni, per liberarlo da Grendel, un orco antropofago, che continua a devastare la reggia del re danese, tanto che Hrodgar è stato costretto a chiudere il "Cervo" (la stanza dei banchetti).
L'eroe, al suo arrivo, si trova ad avere a che fare con la diffidenza dei danesi -soprattutto per  via di una gara di nuoto, attraverso il mare del nord, persa in gioventù. Dopo una serie di colloqui con Hrodgar e altri cortigiani, Beowulf riesce a convincerli del suo valore, e il sovrano accetta di buon grado l'aiuto che gli viene offerto per sbarazzarsi di Grendel. In più il re intuisce che l'Arbitro (Dio) gli ha mandato un eroe in grado di contrapporsi al demonio (Grendel, in questo caso), dato che nessuno dei cavalieri danesi è stato in grado di sconfiggerlo.
Dopo un sontuoso ricevimento, Beowulf si chiude nel "Cervo", durante la notte, dove aspetta l'arrivo del mostro, con i quattordici compagni che sono venuti con lui dalla terra dei Geati. L'eroe da subito prova del suo valore decidendo di affrontare l'orco senza armi ne protezione, visto che il suo avversario non ne usa, nonostante tutti cerchino di dissuaderlo. Egli, però, riesce a sconfiggere Grendel, strappandogli un braccio, ma il mostro riesce a scappare, mutilato, per rifugiarsi nella palude.
Vista l'impresa sensazionale, Beowulf viene ricoperto di regali dai sovrani, e tutto il regno festeggia la vittoria sul mostro per giorni. Questo momento di gioia, però, viene infranto dall'arrivo di un nuovo mostro: la madre di Grendel.
L'eroe, allora, si reca nella palude per affrontare il nuovo demonio e riesce a sconfiggerlo, servendosi di una spada forgiata dai giganti -poichè la sua non è in grado di farle niente-, e recuperare la testa di Grendel. Ancora una volta il sovrano lo ringrazia, ricoprendolo di doni, e indice un banchetto per festeggiare la nuova vittoria e la partenza dei Geati.
Beowulf, dopo aaver liberato i danesi da Grendel e da sua madre, torna in partia e si reca subito da Hygelac, il sovrano, per parlare con lui e raccontargli le sue avventure. Ovviamente l'eroe acquista subito fama grazie alle sue gesta ma, nonostante ciò, decide di far dono ad Hygelac di tutti i regali ricevuti da Hrodgar, il sovrano danese. In cambio riceve terre e soprattutto il diritto di successione al trono. Il re, però, muore in guerra contro gli Svedesi dopo pochi anni, lasciando in eredità all'eroe la guida del popolo dei Geati. Così comincia il regno di Beowulf.
Il regno di Beowulf va avanti, per molti anni, senza che ci siano problemi, fino a quando un nuovo mostro non arriva a portare devastazioni: un drago, furioso perchè gli è stato sottratto un oggetto del tesoro che stava custodendo per conto di un popolo, ormai scomparso. Anche in questo caso, Beowulf non si lascia intimorire e decide di attaccare il drago, senza l'ausilio di un esercito, accettando di portare con sè le armi solo perchè non ha altro modo di affrontare il drago. Il mostro si rivela subito al di sopra delle due capacità, ma Wiglaf interviene ad aiutarlo e insieme riescono a sconfiggere il drago. Ormai, però, Beowulf è in fin di vita e ha soltanto la forza di affidare il regno a Wiglaf -suo unico erede- e chiedergli di costruire un tumulo, sulla riva del mare, in sua memoria.
Il poema si conclude con una serie di eventi che preannunciano l'inevitabile rovina del regno, ora che il sovrano è morto, e non può più difenderlo. Nessuno -neanche Wiglaf- potrà mai essere alla sua altezza.